CHE FORZA QUESTI GENITORI!!!

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genitori e disabilità

La nascita di un figlio è un momento magico e meraviglioso. A volte però succede qualcosa di inaspettato e difficoltoso e nei casi in cui il bambino tanto atteso presenti una forma di disabilità, il vissuto genitoriale è complesso e doloroso.

Il momento della comunicazione della diagnosi che definisce il problema, coincide spesso con il momento in cui il piano esistenziale dei genitori va in crisi poiché si sentono genitori di un bambino non sano, coniugi di un partner ferito, responsabili di altri figli coinvolti in un comune dolore.

Rabbia, paura, sconforto e tristezza giocano un ruolo importante per sé, la coppia, il bimbo con disabilità e tutta la famiglia. Spesso però queste emozioni così’ forti e a volte così poco accettate socialmente diventano fonte di vergogna, senso di inadeguatezza e di chiusura. Si trasformano quindi in emozioni indicibili e rimangono chiuse nel profondo rischiando però di rovinare anche ciò che di bello c’è nella vita e di perdere la serenità.

Le emozioni si possono gestire ma non si possono scegliere ed è da lì che si può ripartire. Parlare e affrontare il nostro sentire permette di ritrovare le nostre risorse e scoprirne di nuove. Fa si che la nostra resilienza, cioè la nostra  la capacità di resistere e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, si attivi dandoci la forza per sostenere al meglio la nuova situazione.

Avere intorno una rete, formale ma anche informale, può sostenere ed essere di supporto sia a livello pratico che a livello emotivo, ma non sempre chi ci sta intorno sa come comportarsi e si allontana o in alcuni casi non si ha la voglia e la forza per condividere con gli altri un momento di difficoltà. Professionisti e altre famiglie, che hanno vissuto esperienze simili, possono essere allora di grande aiuto.

Una delle prime domande che in particolare i genitori si pongono è: “perchè?”. Si possono individuare spiegazioni mediche ma a livello più profondo non credo ci sia una reale spiegazione del perchè dei genitori siano “scelti” per avere figli speciali.

Una mamma, di un bimbo con disabilità, ha voluto raccontarmi qualcosa che l’ha sostenuta nella speranza che anche altri genitori potessero trarne beneficio e potessero comprendere l’importanza di non rimanere soli.

<<Dio osserva dall’alto la terra, mentre sceglie i Suoi strumenti di propagazione con cura e determinazione.

Mentre osserva, istruisce gli angeli che prendono nota in un grande registro: 

ARMSTRONG Beth, figlio, Santo protettore…. Matteo!” 

FORREST Martori, figlia, Santa protettrice …Cecilia!”

RUDLEDGE Carrie, gemelli, Santo protettore … datele Gerard, è abituato agli eccessi!!!”

 Infine dice il nome di un uomo e di una donna ad un angelo e sorride: “A loro date un bambino disabile”

 L’angelo curioso: “Perché proprio a loro Signore? Sono così felici!”

Esattamente – sorride Dio – potrei dare un bambino disabile ad un padre e a una madre che non sappiano ridere? Sarebbe crudele!”

 Ma hanno pazienza?” chiede l’angelo.

 Non voglio che abbiano troppa pazienza, altrimenti annegheranno in un mare di autocommiserazione e disperazione. Una volta superati lo shock e il risentimento se la caveranno… Li ho osservati oggi, hanno quella considerazione di se stessi e quell’indipendenza così rare necessarie per un genitore. Vedi, il bambino che sto per dar loro ha il proprio mondo e loro dovranno farlo vivere nel suo mondo e non sarà facile.”

 Ma Signore, io penso che non siano nemmeno credenti!”

 Dio sorride. “Non importa, posso porvi rimedio. Questi sono perfetti, sono anche sufficientemente egoisti.”

L’angelo sussurra: “Egoisti? Ed è una virtù?”

Dio scuote la testa: “Se non potranno occasionalmente separarsi dal bambino non sopravviveranno mai. Si, questi sono un uomo e una donna che benedirò con un bambino imperfetto. Loro ancora non lo sanno, ma sono genitori da invidiare. Non daranno mai per certo ciò che le verrà detto loro. Non considereranno mai un “passo” qualcosa di ordinario. Quando il loro bambino dirà “mamma” e “papà” per la prima volta saranno presenti ad un miracolo e lo sapranno. Quando descriveranno un albero o un tramonto al loro bambino cieco li vedrà come poche persone hanno visto le mie creazioni. Concederò loro di vedere chiaramente le cose che vedo io: l’ignoranza, la crudeltà, il pregiudizio… permetterò loro di passarvi sopra. Non saranno mai soli. Io sarò al loro fianco ogni minuto di ogni giorno della loro vita, perché loro staranno facendo il mio lavoro.”

 “E quale sarà il loro Santo protettore?” chiede l’angelo con la penna posata a mezz’aria.

 Dio sorride: “Uno specchio basterà!”>>

Se vi trovate in questa situazione o conoscete qualcuno che sta vivendo qualcosa di simile

http://www.psicologabernasconi.it/psicologasaronno/ 

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